un bravo scrittore

un bravo scrittore
non è un filosofo
né un curatore.
ha in mano
bisturi da chirurgo
cosmetici da visagista.
gli dicono: falla più bella.
se ci si mette, però
la cosa gli prende la mano.
allora apre, scava
disseziona.
infine richiude, cuce
ricompone ciò che ha fatto a pezzi con cura.
e conclude: non c’è più niente da fare.
un bravo scrittore
va fino in fondo
dopo tanto imbrogliare
cincischiare invano
lui gira le carte
e vede
il disfacimento
l’annullamento
che mette tutti in fila per uno
sopra lo zero.
perché è solo da lì
che si vede
anche il più esile stelo.

[P.B., 12/4/2019]

Cairn

Cairn

“Cairn”, ometti segnavia – foto: Silvia G.

viaggio col silenzio
da prima di aprire gli occhi
la mia testa un finestrino oscurato
dietro il quale nessuno mi vede.
da sempre raccolgo briciole cadute
per un disallineamento congenito
che affastello in isterici segnavia
cui sorrido eccitato, soddisfatto
nel prodigio ossessivo
di un dolore risvegliato.