Vivo come un’eccedenza

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Vivo come un’eccedenza

sono in più.

In questo spazio aperto di vertigini irrisolte

il mio corpo rovina greve.

Brama di riposare dentro al ventre da cui fu espulso.

Con tutto il suo essere spinge di nuovo verso l’eclissi,

sfugge la sfiducia di abbracci persi e calore mancato.

Cerca una quadra,

un breve incanto.

Ma non può che sagomarsi a ciò che il reale gli preme addosso.

e quel che più lo sconcerta è la libertà

scambiata per camicia di forza.

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[I.P., 14/07/2021]

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Immagine di copertina: Le grotte dell’Etna, di Francesco Platania

sei nervo scoperto

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sei nervo scoperto

organo vigile a se stesso

occhio che osserva il cervello

martelletto che batte e sussulta ad ogni pulsazione.

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lingua che rincorre il respiro

e contorcendosi s’avvolge

nella camicia di forza della parola.

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sei riflesso condizionato

ad un’oscillazione d’umore.

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i tuoi occhi nei miei si interrogano

mi esaminano senza sosta.

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fra le mie braccia sei una dieci cento teste

e altrettante domande senza risposta

o forse sempre la stessa.

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le tue labbra sulle mie tremano

d’indecisione e felicità.

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[P.B., 8/7/2021]