Stare, essere

stasi-equilibrio-sospensione

 

“Sembra che a volte tutto si fermi. Uno dopo l’altro i tuoi mondi smettono di muovere. E tu sei fermo con loro, nel tempo.”

In oscillazione.

Rimanere in quell’attimo di apnea, dove tutto continua ad essere possibile. E la forma di quel che sono è fluida. Libertà potenziale.

O ridare respiro al reale. Quello che c’è. Quello che sono. Quello che posso. In un divenire lento che però mi definisce. Acqua su pietra.

Sto. In questi pluriversi paralleli. E forse, IO SONO, solo nell’equilibrio instabile di questa molteplice appartenenza.

Aurelia

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Monolocale

Germoglio

[Foto di Silvia Tironi]

La bambina, in giardino, danza intorno al papà
mentre spazza con cura il vialetto di casa.
Poi corre da mamma, che le dice qualcosa.
Lei fa sì con la testa e scompare di corsa.
Ma ecco, ritorna, con un sacco di iuta…

E’ scena muta, distante, attraverso il mio vetro.
La generazione mancante, penso
voltandomi indietro.
Il germoglio si cresce in un vaso più grande.