L’aratro

(espiazione)

 

Seguo una linea
avanzando piano.
Ciò che era vicino
si fa via via più distante.
Ma la memoria, l’inciampo
giunge ancora nell’urto.
Sono sassi, macerie.
Con i palmi segnati
raccolgo l’aratro
e avanzo così
lentamente
in quest’arido solco.
Così al sole mi affanno
sospirando, chiedendo
finalmente
perdono.

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