L’aratro

(espiazione)

 

Seguo una linea
avanzando piano.
Ciò che era vicino
si fa via via più distante.
Ma la memoria, l’inciampo
giunge ancora nell’urto.
Sono sassi, macerie.
Con i palmi segnati
raccolgo l’aratro
e avanzo così
lentamente
in quest’arido solco.
Così al sole mi affanno
sospirando, chiedendo
finalmente
perdono.

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14 thoughts on “L’aratro

  1. Gli stivali sollevano polvere intorno alla lama dell’aratro, che solca il terreno sassoso. Piccole gocce di sudore, lacrime di fatica, macchiano di scuro la camicia, grani di un rosario che brama perdono.

  2. Al passaggio della lama la zolla si spacca e si rigira rivolgendo all’aria la parte a lungo seppellita e nascosta. Paolo, scava bene, gira bene quella terra, quando avrai terminato, sarà pronta per dei semi o piantine di vita nuova. È primavera.

    • Sì. Forza e gioia nel perdono. Nuova vita nella Misericordia. Non ho paura.
      Grazie Red, sempre sensibile e attento. E positivo. Non è bello vedere la Terra germogliare ogni volta, sempre e comunque?

      • Credo che non ci sia cosa più bella in Natura della capacità di rinnovo continuo. In particolare, i primi mandorli e ciliegi in fiore sono uno spettacolo rigenerante come pochi.Ma come giustamente evidenzi: c’è fatica e dedizione.

  3. siamo sempre tutti in continua evoluzione ..nessuna certezza ci protegge mai dall’evento inatteso ..che cambia all’improvviso….. il corso della nostra esistenza…riuscire a razionalizzare la paura del nuovo o dell’ignoto è un passo avanti ..anche se per me le paure sono importanti ….perchè rappresentano sempre il collegamento con il nostro incoscio ..e ci aiutano a capire le nostre evoluzioni interiori…

    • “La paura è importante”, quanto è vero. Hai ragione. Ci tiene vigili e vivi. Non è debolezza. Né esiste coraggio dove non c’è paura. Hai messo l’accento su un aspetto molto importante della vita di ogni giorno.

    • Sono d’accordo con te.
      Quello che voglio rendere, magari in un italiano non corretto, né così coerente, in fondo, mi rendo conto, è che il ricordo dell’errore, la memoria, ha un importante impatto emotivo. E’ un peso, una macchia, se rivissuto, rievocato, va oltre, fino a essere un’esperienza. Rivivere il ricordo, espiarlo è potente, salvifico, ma attraversa la sofferenza. Se vuoi, memoria e inciampo potrebbero essere sinonimi di colpa, peccato… Interessante e corretta la tua osservazione che non posso non condividere.

  4. e via in avanti…
    i ricordi e le memorie fanno parte di noi ed hanno fatto si che diventassimo noi, così come siamo , con pregi e difetti, grazie a vittori ed errori… il presente è nostro, ma il futuro ci bussa! viverlo rimescolando tuitto e mettendoci sempre in gioco… un po di paura deve esserci che altrimenti siamo allo sbando,.,.. ma a volte è una bella paura, quella che ci fa sentire quel friccicorino prima di ogni cosa nuova che viene! ciao caro!

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