Vivo come un’eccedenza

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Vivo come un’eccedenza

sono in più.

In questo spazio aperto di vertigini irrisolte

il mio corpo rovina greve.

Brama di riposare dentro al ventre da cui fu espulso.

Con tutto il suo essere spinge di nuovo verso l’eclissi,

sfugge la sfiducia di abbracci persi e calore mancato.

Cerca una quadra,

un breve incanto.

Ma non può che sagomarsi a ciò che il reale gli preme addosso.

e quel che più lo sconcerta è la libertà

scambiata per camicia di forza.

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[I.P., 14/07/2021]

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Immagine di copertina: Le grotte dell’Etna, di Francesco Platania

Amar-Si

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È facile amare qualcun altro, ma amare ciò che sei, quella cosa che coincide con te, è esattamente come stringere a sé un ferro incandescente: ti brucia dentro, ed è un vero supplizio. Perciò amare in primo luogo qualcun altro è immancabilmente una fuga da tutti noi sperata, e goduta, quando ne siamo capaci. Ma alla fine i nodi verranno al pettine: non puoi fuggire da te stesso per sempre, devi fare ritorno, ripresentarti per quell’esperimento, sapere se sei realmente in grado d’amare. È questa la domanda – sei capace d’amare te stesso? – e sarà questa la prova.

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[C. G. Jung, Seminari Lo Zarathustra di Nietzsche]

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Immagine di copertina di Laura Salvi

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Postfazione a cura di Flavio Almerighi

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Disponibile presso il sito di Terra d’ulivi edizioni al presente link (o cliccando sull’immagine di copertina).