Oslo

Ricordo, in un quadro
la brace di una sigaretta
sullo sfondo scuro di una stanza.
Un immoto crepuscolo
e il profilo di un uomo
assorto nei propri pensieri.

Illusioni

Il suo viso era pieno, giovane e liscio, con una striscia di pelo intorno alla bocca, a scimmiottare una ruga, un qualche spessore del volto.
Lei lo guardò incuriosita.
Attratta – pensò lui, che da dietro gli occhiali scuri la scrutò ammirato.
Era bella, straniera, forse una modella.
Continuò a fissarla, sicuro di non essere visto, godendosi la lusinga di un nuovo sguardo d’attenzione. Dovuto forse al viola della montatura dei suoi occhiali o, più probabilmente, al fatto che li portasse anche lì, sotto terra, in metropolitana.
Ma in quel momento il suo giovane cuore, gonfio di vita, non poteva essere sfiorato da un simile dubbio.

In memoria di Manlio Sgalambro

I colli dei cigni splendono alla luce
e mille barbagli trafiggono le palpebre
il fuoco che bruciò Roma è solo sprazzo.
Così mi incendi.
Con bugie di suoni mi possiedi.
E’ stato molto bello, finisce la tarda estate.
E’ stato molto bello, si prolungano le ombre oltre la sera.
Non domandarmi dove porta la strada, seguila e cammina soltanto.
Io non invecchio, niente più mi imprigiona.