Quando silenzio, contemplazione e domanda diventano poesia

“Chi era dunque quell’io che si aggirava, guardando per la prima volta le cose che sono altrove, nascosto come un germoglio sotto la scorza dell’albero, tra quelle argille deserte, nella immobilità secolare del mondo contadino, sotto l’occhio fisso della capra?”

[C. Levi, da una lettera a G. Einaudi, 1963]

20151025_Matera - C. Levi