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Voglio una parola sola, anche una sola lettera.
Per me, per sapere che ti manco.
Per non immaginarlo soltanto, di mancarti.
Voglio mancarti il sabato e la domenica.
Quando vivi la vita vera e non c’è tempo per le parole.
Che poi, se anche fosse, sarebbe una sveltina.
Mi piacciono le sveltine che ci facciamo in settimana, quelle fatte di ciao come stai.
Mi piacciono, certo. Sono coccole per dirci che ci siamo.
Ma non mi bastano più.
Oggi vorrei che mi scrivessi Guerra e Pace, solo per il numero di pagine.
Non me lo scrivi, no?
Va bene, fa lo stesso. Va bene la sveltina.
Vengo io da te, in vespa naturalmente.
Arrivo, ti citofono e tu scendi.
Solo pochi versi, li scrivo io.
Tu li leggi mi sorridi e mi dici che son matta.
Non saranno ermetici, saranno versi chiarissimi.
Nessuna metafora. Nessuna similitudine.
Nessun ossimoro. Nessun enjambement.
Nessuna rima.
No endecasillabi, no settenari.
Nemmeno monosillabi.
Un verso unico.
Un trionfo.
La ‘next poetry’.
Lo scrivo grande per riempire il foglio.
Centrato.
Te lo declamo ad alta voce, te lo grido.
Perché so che potrebbe piacerti la mia voce e so che ti piaccio quando bado al sodo.

S C O P A M I

Ti è piaciuto?
Ammettilo, per scrivere certe cose trai ispirazione dalle tue ex, vero?
Ecco io sono ‘next’.
E adesso scopiamo.

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Illusione

non ho ricordi di te
non c’eri
non ci sei mai stato
e se ti avessi conosciuto
ti avrei bruciato.

lavori e ti si disegna un sorriso
per un istante pensi a lei
che ti conosce così bene
da entrarti nella testa
scoparti il cervello.

ti ecciti, non ti era mai capitato
lo so, lo sento
senza pelle, né carne o saliva
senza morsi o profumi
senza graffi, né cicatrici.

è un modo diverso, ti manda di fuori
la mente scrive
il corpo si eccita
si scalda, si apre
si ammorbidisce.

odio i preliminari
amo questi preliminari
sei nella mia testa
non ho bisogno d’altro
posso vederti, sentirti dentro di me.

ti guardo negli occhi
mentre mi vieni dentro
flusso incontenibile di parole
ogni volta come fosse la prima
perché siamo ciò che accade dopo l’ultima pagina.

continuiamo a scrivere
a sfogliare
un libro mai scritto
lasciamo il segno dove ci piace
ci torniamo quando vogliamo.

‘fai di me quello che la primavera fa coi ciliegi’
sono un fiore pronto a sbocciare
so che aspetti di vedermi sul ramo
e allora mi guardi, sono perfetta
profumo di ciclamino.

poi sfiorisco, ti piovo addosso
e tu ti lasci bagnare
mi leggi, mi rileggi
siamo io e te, senza ricordi
nella stessa stanza.

Corrispondenza

la dipendenza
è stupefacente.
la sostanza
il benessere
l’attesa
il momento appena prima di.
il presente, invece
è elettrico.
ci vuole un po’
prima di scrivere qualcosa
che non sia una fila
di aggettivi qualificativi.
ci vuole un po’
perché lo stato emotivo
si coniuga in forma progressiva.
non è facile
da scrivere
l’audacia.