A mia madre

A mia madre

Riprese, perse,
sparite fra i giorni e le cose fatte.
Ci siamo stese e rialzate.
Allontanate forse,
guardate di sbieco più e più volte.
Rapinate da un rimprovero,
una frase rimasta nella lingua.
Occhi chiari e celestini
i tuoi,
verdi bosco, come ami dire tu, i miei.
In qualche ora del mattino hanno preso il caffè insieme senza vedersi.
Il tuo cuore automatico si è aperto.
E io ho ceduto, volevo essere diversa da te.
Ma ho preferito fare dei tuoi giorni
un poco della mia vita.
A tutti i costi contro per anni,
ora non più,
non è tardi.
Le lotte furibonde sono neve al sole: una pozzanghera.
Acqua e fango, da filtrare e bere in due.

[I.P., 15/5/2017]