Ascoltare il silenzio

“… Penso all’ultima frase della Nona, a quell’attimo di silenzio che c’è prima della fine.”
[Claudio Abbado]

Accident

Origine di un’ossessione

steer away fron this rocks

 

 

Just because you feel it / Doesn’t mean it’s there

Ho acceso lo stereo, attendo l’arrivo di quella canzone.
Il suo ritmo tribale, costante.
Il suo crescere irrisolto in eco trattenute e distorte.
Il punto in cui frasi e domande diventano litania senza orizzonte.

L’ho tradotta a modo mio, portandola sotto pelle.
Ho provato a condividerla, a farla nostra; inutilmente.
Non si produce un’ombra senza una sorgente.

 

In pitch dark / I go walking in / Your landscape

La sussurrai su di un sentiero di montagna.
Passo dopo passo, quelle parole presero forma, impregnando il mio respiro.
Lentamente salivo.
Ritmo e suono si facevano strada dentro me.
Istintivamente, diedi inizio a un intimo cantilenare.

Poi, a un tratto, accelerai, ruppi il respiro.
Anticipai il crescendo di un lamento senza fuga.
Percorsi la scia del mio destino, tracciando il tuo profilo.

 

We are accidents waiting / Waiting / Waiting to happen
We are accidents waiting / Waiting / Waiting to happen
We are …

Dal nulla giunse il presentimento.
Dal nulla mi colse l’ossessione.
Ripetei quelle parole infinite volte.
Lasciai che rimbombassero dentro me.

Feci l’ultima salita di corsa.
Energia e vita battevano all’unisono in me, mentre avanzavo verso il baratro.
Nessun paradosso in questo, nessun contrasto.
Ero vigile e accecato.
Non conoscevo la mia fine, la stavo concependo.

 

Why so green and lonely? / Heaven sent you to me

La mia anima si sarebbe riversata su di te, rivelandoti in proiezioni di desiderio.
Un’incolmabile distanza mi avrebbe permesso di toccarti.
Ero certo, ti avrei riconosciuta.
Il tuo nome era già scritto.

 

 

 

Figurazioni liberamente ispirate alla canzone “There, there“, dei Radiohead.