Il metodo poetico

Un accostamento illuminante. Kleist e Kafka, due incipit.

“A M., una importante città dell’Italia settentrionale, la Marchesa di O., una dama di fama eccellente e madre di molti bambini ben educati, fece sapere attraverso i giornali che a sua insaputa era in stato interessante, che il padre del bambino che avrebbe partorito si doveva far vivo, e che lei per ragioni di famiglia era decisa a sposarlo.”

[La marchesa di O., racconto di Heinrich von Kleist, 1808]

“Allorché Gregor Samsa si svegliò una mattina da sogni inquieti, si trovò nel suo letto trasformato in un mostruoso insetto. Giaceva sul duro dorso corazzato, e, quando alzò un po’ la testa vide il suo ventre bruno e convesso, diviso da costole arcuate, e con la sommità del ventre che riusciva a stento a trattenere la coperta che era sul punto di scivolare giù del tutto.”

[La metamorfosi, racconto di Franz Kafka, 1915]

“Ciò che colpisce nella lettura di questi due incipit è l’intenzionale non concordanza di quello che viene raccontato con il modo in cui viene raccontato, la contraddizione fra l’avvenimento insolito e il tipo di relazione protocollare. […] La prosa di Kleist, l’opera di Stendhal e Mérimée e l’opera di Kafka spinta fino alla tensione estrema, è l’unione contraddittoria dell’essere coinvolto con la distanza conquistata a forza.”

[Ernst Fischer, Karl Krauss, Robert Musil, Franz Kafka, 1962]

un bravo scrittore

un bravo scrittore
non è un filosofo
né un curatore.
ha in mano
bisturi da chirurgo
cosmetici da visagista.
gli dicono: falla più bella.
se ci si mette, però
la cosa gli prende la mano.
allora apre, scava
disseziona.
infine richiude, cuce
ricompone ciò che ha fatto a pezzi con cura.
e conclude: non c’è più niente da fare.
un bravo scrittore
va fino in fondo
dopo tanto imbrogliare
cincischiare invano
lui gira le carte
e vede
il disfacimento
l’annullamento
che mette tutti in fila per uno
sopra lo zero.
perché è solo da lì
che si vede
anche il più esile stelo.

[P.B., 12/4/2019]