La trappola

“Un romanzo non è una confessione dell’autore, ma un’esplorazione di ciò che è la vita umana nella trappola che il mondo è diventato.”

[Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere, Trad. Giuseppe Dierna, Adelphi Ed.]

9 thoughts on “La trappola

    • Ciao Enzo.
      Ogni scritto lo è, necessariamente, nella misura in cui porta in sé qualcosa dell’autore. Non esiste fantasia e immaginazione tale da cancellare impronta o DNA dell’autore, a mio avviso. Nemmeno nel mito.
      Tuttavia, la citazione che ho riportato può essere intesa anche in senso opposto, intendendo cioè la scrittura proprio come una via di fuga dalla “trappola” del reale (mondo), che sta stretto. Quindi scrivere come agito che parte dal reale e dal proprio vissuto, necessariamente e – direi – doverosamente (questa, almeno, è la mia poetica), per fare di questa “esplorazione” teatro (rappresentazione) e messa a nudo (denuncia), alla ricerca della verità. Dal personale, dal soggettivo, all’assoluto, all’oggettivo (impossibile forse dimostrarlo, ma nemmeno percepirlo e negarlo). Riconoscere(si) nella verità è forse l’unica consolazione (e via di fuga, appunto) alla trappola dell’esistenza.
      La frase, nella sua essenzialità, parte dalla letteratura, ma sottende in verità un approccio, una tesi filosofica sull’esistenza.

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