Tre poesie di Francesco Palmieri

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C’è un dolore che non sei tu
e nemmeno l’acqua che scroscia sulle ringhiere
neanche il cielo smorto che tornerà sereno
neppure il nero degli ombrelli aperti
il bavero rialzato delle giacche
quest’aria che non è vento
ma furia nelle strade di gambe e di motori
c’è un dolore che sta dentro allo specchio,
una mattina a caso, un giorno in mezzo a tanti,
lo vedi sulla faccia, negli occhi più pesanti,
nel lungo di un pensiero che non si aspetta nulla.

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Tu hai bisogno di sapere
che arrivano miracoli dal cielo
l’occhio buono che ti guarda
e ti salva dal cadere
non più io
che se mi fermo appena in questo nuoto
so che annego e vado a fondo
tu dici non c’è senso senza dio
che sangue piangono le madonne
e torna sano anche il cieco
e solo lui è il tempo giusto
che ti salva dal morire
io dico che avrei voluto
che il tuo dio fosse migliore
un dio che odia tutte le croci
un dio che sa quanta tristezza
dimora in chi non è felice
e sì lo so sarai eterna
ed io da vivo
già condannato a morte.

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Ci sono giorni lunghi
dalle coperte sfatte
ed i piatti sporchi,
la faccia alla parete
e le lancette ferme
(un quadro in bianco e nero
dove sto seduto
e penso alla mia vita
e a quanto è stata breve,
e poco importa se tu all’indomani
mi hai visto dritto in strada
un giorno, un mese, un anno
e ancora un tempo lungo)
ci sono giorni fermi
e l’essere felici
è un’orma di farfalla
morta in una pietra.

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[da Biografie, 2019, Terra d’ulivi edizioni]

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Francesco Palmieri è nato ad Altamura, nell’entroterra barese, vive e lavora come docente di materie letterarie in un Comune a nord di Milano. Collabora con siti, riviste e case editrici, occupandosi prevalentemente di critica. Suoi testi sono presenti in rete e in antologie. Nell’ottobre 2012 ha pubblicato, per i tipi de La Vita Felice, la sua opera prima Studi lirici. (solo parole d’amore), cui sono seguite alcune raccolte, edite da Terra d’ulivi edizioni: Fra improbabile cielo e terra certa (2015), Il male nascosto (2016) e Biografie (2019).

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Immagini by I.P.

13 thoughts on “Tre poesie di Francesco Palmieri

      • “C’è un momento in cui le persone smettono di appartenerci, come disamore, come niente da dichiarare, senza alcuna recriminazione, dove non si prova più nulla. E non è odio, non è rivalsa e nè rimprovero. C’è un momento in cui la nostra stagione cessa, con il volo dell’ultima foglia ingiallita e fermi ce ne stiamo: aspettando persi con lo sguardo all’orizzonte. Senza far niente, senza dire niente, senza desiderare più niente.
        tiZ”
        P.s.
        Sono una più bella dell’altra davvero. Delicate, malinconiche, intime e al tempo stesso devastanti.
        Le ho rilette più volte. Le ruberò per rileggerle ancora.

      • Condivido appieno il tuo pensiero sulle poesie e trovo le tue parole, la tua riflessione, perfettamente intonate, in particolare alla prima, o l’ultima, che immortalano l’attimo in cui tutto si ferma, l’attimo che può durare anni, un inverno di apparente insensibile apatia, che, invece, dal suo privilegiato o dannato punto di osservazione, registra lucidamente anche il più piccolo dettaglio.

  1. Gioielli Rubati 176: Angela Greco – Khan Klynski – Carlo Becattini – Gabriele Gabbia – Cipriano Gentilino – Francesco Palmieri – Federica Simionato – Bianca Bi. | almerighi

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