Essa ti ama sempre

A me piace far rivoltare gli scrittori nella tomba. Per sicurezza, me la prendo con i morti. Oggi tocca ad Ernest. Il suscettibile, l’irascibile Ernest (me lo immagino così). E’ suo il brano che, facendo di virgole a capo, trasformo da prosa in poesia. Per gusto mio, perfettamente consapevole di travisare e bestemmiare entrambe. P.

Ora, a guardare dal corridoio fra gli alberi al di sopra del valloncello

il cielo percorso da nubi bianche spinte dal vento

amato tanto questo paese da sentirmi felice

come ci si sente quando si è stati con una donna che si ama veramente

quando, svuotati, lo si avverte che rinasce e gonfia su di nuovo

è lì e non si potrà avere del tutto

ma pure quel che c’è ora si può avere

e se ne vuole sempre di più

per averlo ed essere e viverci dentro

per possederlo ora e di nuovo

e per sempre

per questo lungo e così rapidamente terminato “sempre”:

e il tempo diviene immobile

tanto immobile talvolta che, dopo

ci attendiamo di sentirlo a muoversi

ed è così lento a ripartire.

Ma non si è soli

perché se hai amato davvero con felicità e senza tragedie

essa ti ama sempre.

[Ernest Hemingway, da Colline Verdi d’Africa, a cura di Fernanda Pivano, ed. Mondadori]

9 thoughts on “Essa ti ama sempre

  1. Bello, ma subito dopo sento l’esigenza di tornare al finale (uno dei tanti, pare) di “Addio alle armi”. “Dopo un po’ me ne andai e uscii dall’ospedale e ritornai a piedi in albergo nella pioggia”. Non è poesia, ma è pur sempre l’amore – anzi, i suoi poveri resti – nel vangelo secondo Papa.

    • Ti ringrazio Isabella. Sono contento ti sia piaciuta questa “rivisitazione”. Davvero, ho solo trasformato in “versi” una serie di incisi, in un brano, uno di quei lunghi, vissuti, periodi – che immagino scritti di notte, in una tenda, al lume di una candela, che si frammenta e fiammeggia in una bottiglia di whisky…, un pezzo di una di quelle pagine (tante in Colline Verdi d’Africa) riflessive, che sembrano appartenere a un diario, ma assumono presto i timbri e respiro di universalità.
      Ho provato a immaginarmi una voce, stanca ma appagata, di vita, natura, Africa, primordialità, bellezza. Infine amore. Per la terra come per la donna, il femminile. Mi è piaciuto, in particolare, questo accostare, incrociare e fondere queste due forme, questi due oggetti (Terra – non solo Africa, poco lontano si parla di Italia, Spagna… – e Donna) di un amore, che forse è lo stesso.

      • Che bel commento caro Paolo. Credimi, quel pensiero che ti rimanda ad un Hemingway chino a scrivere a lume di candela, in una tenda, è l’ immagine perfetta di uno scrittore che amò tantissimo l’ Africa. Una terra capace di far nascere emozioni difficili da dimenticare. Molto bella la tua interpretazione., questa fusione. Mi piace. Un abbraccio. Isabella

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