Danza

Cosa porto via

 

Lo sguardo, dove va?
dritto, sopra, al pavimento.
Basta che non sia su di me.
Pensiero che attraversa.
Chiudo gli occhi
cerco di sentire il punto di partenza.
Traccio linee e sento che
linee sono le mie ossa.
Andare mi fa sentire i muscoli pronti
tesi.
Sento la determinazione, il limite
confine del corpo:
le braccia, le mani
che spingono, agitano.
Provo piacere nel tagliare lo spazio in diagonale.
Il sopra, il sotto, lo stare nel mezzo.
A terra sento la superficie premere sulle ossa.
Famigliarità.
Stare nel mezzo, invece, mi fa sentire i muscoli contratti
sono scomoda.
E poi l’alto.
Lo misuro con l’aria che sposta le braccia.
Fresco sulle mani.
Vado verso un punto che ho scelto
chiudo le braccia al petto e poi le apro.
Sento l’elasticità del movimento
che allarga
allarga e poi stringe.
E’ ritmo netto, preciso.
La chiusura è il preludio a un’altra spinta.
Pulsazione.
Quando torno, raccolgo le braccia
la schiena un piccolo arco.
Le piante dei piedi non spingono il pavimento
lo scostano.
Cosa porto via?
Gli occhi, le braccia… il respiro.
Chiudo il mio spazio
mi ritiro.
Guardo la terra.
Mi sento protetta.

[I.P., 08/03/2020]

Immagine di copertina: Pina Bausch – web

10 thoughts on “Danza

  1. Gioiellli Rubati 84: Ivanna Pedretti – Gisella Canzian – Franco Bonvini – Mauro Roversi Monaco – Maria Allo – Mary Barbara Tolusso – Barbara Auzou – Manuela Di Dalmazi. | almerighi

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