foglie rosse

btr

 

ce lo saremo chiesti
allora
come sarà tra vent’anni
le fronti premute
sul vetro freddo del tempo,
emotività di una canzone
sconosciuta
angeli con occhi di fuoco.

ce lo saremo chiesti
che sarà di noi,
foglie rosse
sangue carsico
novembre di commemorazioni.

se guardo indietro lo rivedo
quel sedile di speranze
e la mia ingenuità
che non sa dargli un nome.

ma tu, oggi, cosa vedi?

[P.B., 24/11/2019]

32 thoughts on “foglie rosse

    • Sì. Condivido il tuo “naturale ottimismo”, Antonio. Giochi di parole a parte, avverto la stessa naturale inclinazione, naturale tensione alla rinascita. Nascita e morte sono l’alfa e l’omega, ma anche tanti quotidiani passaggi che ritmano la vita di ognuno di noi.Facciamo i conti con la morte dal primo giorno di vita. Morte biologica, morte di sentimento, abbandoni e nuovi incontri segnano il passo. Novembre, i suoi colori, i suoi cieli bassi sono uno specchio che gira lo sguardo all’indietro, o al suolo. Lo stesso sguardo che ancora tornerà ad alzarsi di nuovo, ancora e ancora.

      • vero, vero, noi viviamo ogni giorno l’incontro con la morte: è questo non è un gioco di parole, ma la rappresentazione di un equilibrio con cui il nostro mondo si è sempre evoluto. Ma se la quiete e la violenza sono sempre state parte del nostro vivere, allora, quella speranza che tu citi, è quella che prenderà sempre il sopravvento sulla tragedia, perché simo istintivamente attaccati al desiderio di sopravvivenza che non potrà fermarci

  1. NOVEMBRE

    novembre con i vestiti stanchi
    e i maglioni fuori moda
    novembre con i capelli spettinati
    le mattine buie sotto cieli indecisi
    un ombrello dimenticato, l’ultima rosa sbocciata per caso
    novembre è forse
    bozza di stagione che vorrebbe amare
    novembre è un compito sul quaderno a righe,
    una poesia un disegno un crepitio di foglie sotto i piedini
    esercizi per imparare la vita del mese dei morti
    e la nebbia che sale in rima

    fragile è la parola segreta, lo stupore
    per la sua bellezza senza superbia ed eternamente fugace

    • “novembre è forse
      bozza di stagione che vorrebbe amare”
      Perfetto!
      (ma anche la “rosa sbocciata per caso”, “la nebbia che sale in rima” e “la sua bellezza senza superbia ed eternamente fugace”). Mi piace molto questa tua poesia. Davvero molto.
      Grazie Silvia!

    • In realtà, mi sono accorto solo rileggendo della possibilità, della “vastità” (come dice Flavio) che i miei versi possiedono agli occhi del lettore. Mi sono messo nei suoi e ho visto ciò che avevo scritto senza nemmeno saperlo.

      In quel quadro, all’inizio, vedevo solo due amanti che non sono più. La retrospettiva, intima, suggerita e gonfiata dalla visione di un paesaggio novembrino (e triestino).

      Poi ho visto due soldati in viaggio verso il fronte della Grande Guerra e la poesia, in quella chiave di lettura mi è apparsa incredibilmente più riuscita e bella. Tanto da preferire la seconda interpretazione alla prima.

      Quando si dice che ogni lettore e lettura aggiungono valenza e significato allo scritto…

  2. Effettivamente pensando a due soldati mandati al massacro la poesia assume un tono più universale.
    E risuona Ungaretti… mica un cretinetto qualsiasi.
    Complimenti, molto carina

  3. Gioielli Rubati 67: Paolo Beretta – Poeta De Garrafa – Bianca Bi – Mariangela Ruggiu – Catherine Smits – Massimo Belfiori – Paolo Castronuovo – Daniela Cerrato. | almerighi

    • Grazie!! Immagini adatte e molto suggestive. Vedi, questa lirica nasce intima (una riflessione su una vecchia relazione, a distanza di anni) e tu ne hai colto l’essenza in questa soggettiva che evoca domande, rimembranze e, forse, nostalgie o rimorsi.
      Un curiosità. L'”angelo con occhi di fuoco” è preso a prestito, ma è più di un’apparizione, da “If only tonight” dei The Cure, che se non conosci ti invito a ascoltare.
      Grazie ancora.
      Il mio nome è Paolo.

      • Ascolterò, grazie.
        Lo so, Paolo: ho cercato da me il tuo indirizzo e te l’ho mandato anche via mail: WP fa brutti scherzi…
        Felice che ti sia piaciuto.
        Ho faticato per le immagini e quando succede significa che la lirica vola alto.
        Fino a che You Tube me lo ha permesso ho utilizzato il suo editor e una vasta gamma di colonne sonore. Da diversi mesi ne impedisce l’utilizzo, credo per uno spudorato motivo: il lucro.
        Da allora ho solo ho 3 opzioni:
        1) usare questo programma
        2) installarne uno nuovo, ma mi ingolfa il Pc
        3) utilizzare l’EDIUS professionale di mio marito e spostarmi sul suo Pc.
        La terza è onerosa mentalmente perchè non conosco il programma ( mio marito ed io abbiamo collaborato alla realizzazione di 14 servizi giornalistici per Marco Hagge, coordinatore di ‘Bellitalia’ sede RAI di Firenze) inoltre mi pare esagerato utilizzare a scopo di diletto un programma che si usa per montaggi lunghi e sostanziosi.

      • In ultima analisi (poi chiudo, ma è solo per chiarire), se devo scegliere una colonna sonora ai versi è la tua. La sensualità del brano dei The Cure è fuori luogo, o meglio, incastonata in un unico verso, mentre il timbro, la tonalità della poesia è un’altra.
        Mi è tornata subito in mente vedendo il tuo angelo di fuoco…

        Bene.
        Buone letture, ispirazioni e creazioni, Marzia.

        A presto!

  4. Ti propongo di indirizzarmi, in futuro, verso colonne sonore ispiratrici così che io farò scaricare a mio marito ed utilizzerò.
    Tieni però presente che siamo dinnanzi all’ostacolo del copyright e che, spesso le melodie son lunghe rispetto alla lirica

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