Est_20191017

Il senso di una relazione è spendere una vita intera per comprendere perché ci si ami dal primo giorno.

[P.B.]

12 thoughts on “Est_20191017

    • A mio parere, no. Nel senso: è nel quotidiano, nella “normalità”, nell’abitudine, nel sempre uguale, nel compromesso…, che si gioca e si può vincere la partita. Troppo facile idealizzare o rifiutare l’ostacolo.
      Le persone comunque si trovano. Intuiscono, sentono, non sanno. Forse nemmeno dopo la convivenza di una vita. Ma capiscono che vale la pena, nonostante difetti e difficoltà.
      Di chi è la citazione?

      • Marco Presta, da “un calcio in bocca fa miracoli”. Si riferiva a un uomo e a una donna che erano “nati coppia”, anche prima di uscire dai rispettivi uteri. Presta con le coppie ci sa fare, trovo che pochi sappiano far mettere insieme le persone, azzeccandoci (nei libri, eh, si sa che la realtà spesso apparecchia tavoli a modo suo, cioè a cazzo)

    • La faccio facile, perché in realtà lo è (mi sa che ogni cosa sostanzialmente vera lo sia).
      Eccoti il racconto, la sceneggiatura. O l’incipit.
      “Sono in ufficio, sto lavorando. A un tratto mi alzo per andare a pisciare. Lo tiro fuori e ripenso alla tipa del bar di ieri sera, quella col culo spaziale, che al momento di pagare si contorceva nel montavivande dietro la cassa, per pulirlo bene. A momenti mi viene duro. Poi penso al momento in cui mi aveva proposto il dolce. Dal lato sbagliato. Nel locale c’era il solito bordello e non l’ho sentita parlare. Ho alzato lo sguardo, mi sono scusato. Lei mi ha sorriso. Il rossetto rosso, opaco, le donava su quel viso da morettina dalla carnagione lunare. Ha detto non fa nulla, con voce da ragazzina, le labbra corrugate.
      E penso a quando l’ho conosciuta, la mia donna. Eravamo a cena da amici. Ci vedevamo per la prima volta e ci stavamo studiando. Mi aveva quasi bocciato, quando è successo un piccolo miracolo. Mi ha detto una cosa e io non l’ho sentita: era anche lei sul lato sbagliato. Le ho spiegato perché e lei mi ha sorriso a lungo in silenzio.
      Credo si sia innamorata di me per questo. Per un difetto, piccolo o grande che sia. Per una mancanza, una fragilità. Si è commossa e mi ha rimesso in gioco.
      Non so perché stiamo ancora insieme. Non lo capirò mai. Ma credo che non essere perfetti e infallibili faccia parte del gioco. Il fatto è che non bisogna capire più di tanto, non bisogna sapere. Bisogna sentire. E io lei la sento. Quando si commuove, quando mi chiede, quando la ferisco, quando sorride, quando sente che la sto sentendo.
      Non so perché stiamo insieme, potrebbe non bastare una vita per capirlo. Nel frattempo, continuo a chiedere e dare risposte. Perché è qualcosa di cui vale la pena parlare, perché è qualcosa per cui vale la pena darsi del tempo. In fondo, credo che il senso di una relazione sia spendere una vita intera per comprendere perché ci si ami dal primo giorno.”

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