Reiko

“Noi due soli in una camera chiusa a chiave, isolati da tutto il resto del mondo. Dalla folla della città notturna, dalle parole d’amore, dalle liti e dalle dispute, dalle insegne al neon, dalle vibrazioni della danza delle discoteche, dagli sguardi fuggevoli e dagli ammiccamenti, dalle prostitute, dai giovani vagabondi e squattrinati, dagli occhiali da sole che difendono dalla notte, dall’ultimo spettacolo delle sale cinematografiche, dalle vetrine vuote delle gioiellerie dove si allineano i supporti di velluto senza gemme, dal triste stridio delle gomme delle automobili, dal rumore dei lavori in corso della metropolitana.”

La “camera” di cui si parla è, in realtà, lo studio di uno psicanalista.

“Ho spesso pensato che il corpo di una donna somigli a una metropoli, a una metropoli di notte, traboccante di luci. Ogni volta che vado in America e ritorno di notte all’aeroporto di Haneda, anche questa brutta città di Tokyo, vista dal cielo notturno, mi sembra una donna malinconicamente distesa, con il corpo ricoperto di luccicanti gocce di sudore. La figura di Reiko distesa davanti ai miei occhi mi appariva proprio così, una metropoli notturna dove si nascondevano vizi e virtù. Gli uomini, uno a uno, tentavano di perlustrarla, ma non riuscivano mai a penetrare nei suoi angoli più remoti, dove si nascondeva il suo vero segreto.”

[Y. Mishima, da “Musica”, romanzo – 21° Ed., Universale Economica Feltrinelli, 2018, Trad. E. Ciccarella]

Titolo “Reiko” questo post di citazioni, perché è il nome della protagonista, un nome che mi fa impazzire.

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11 thoughts on “Reiko

  1. Ciao,
    non ho mai letto nulla di Mishima, ahimè, solo sprazzi qua e là nel web. Questi estratti sono molto affascinanti e gustosi, m’intrigano. Credo proprio che farò un ordine, sembra valerne: il tempo (d’oro), la pena (per scherzo) e la spesa (irrilevante). Un saluto allegro da parte mia.

    Irene

  2. Non conosco l’autore e nemmeno la storia. Ma questa immagine delle donna come una città nella notte è una delle metafore più poetiche che io abbia mai letto. Dentro c’è tutto. Osservazione, scoperta, esplorazione, smarrimento, stupore. Strade che si conoscono a memoria e strade mai prese. Angoli sconosciuti che solo se ti perdi puoi vedere. E le luci. Che possono illuminare, e abbagliare nello stesso tempo. Bellissima. Me lo metto tra i desiderata.

    p.s. Reiko deve essere un nome che piace agli scrittori giapponesi 😉

  3. Avere a disposizione una camera così sarebbe di grande sollievo.
    Le città sono vive, sono corpi in attesa di essere scoperti, hanno anime contrapposte e nascoste. Ci si può fermare al centro storico, al grande centro commerciale oppure scegliere di perdersi nei vicoli più stretti e bui che magari portano ad un Belvedere da perdere il fiato.

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