Cucina

Stanotte ho dormito nel mio letto, mi ha fatto bene.
Ha piovuto anche, copiosamente.
Vorrei pulire casa, abbandonata per mesi
passarla in ogni angolo, farla di nuovo mia.
La mia piccola casa, la mia tana.
I miei libri, i miei silenzi.
Abbiamo sempre bisogno di un rifugio,
di riferimenti.

Stamattina va un po’ meglio.
Pulire i mobili mi ha fatto bene.
Anche dormire solo.
Qualcosa respiriamo sempre,
anche mentre dormiamo.
E a volte non ci fa bene.
Stamattina va un po’ meglio, sì.
Più tardi rimonto la cucina.

Brano ospitato nella sua versione originale da Claudio Turri – che ringrazio – fra le pagine del suo interessantissimo blog. Un diario di immagini e pensieri, il suo. Di scatti densi di emozioni e significato, racchiusi, incamerati nell’attimo di un click. Come micce pronte ad accendersi, ordigni che esplodono allo sguardo inquieto di chi cerca. Un quaderno di vita e di ricerca, quello di Claudio, fatto di domande e sorprendenti annotazioni, esternate, condivise, esposte. Che non può passare inosservato, non può non essere fonte di ispirazione per altre, nuove parole, che si sgranano naturalmente, per contaminazione, risonanza, pura vibrazione.
Post originale: Cucina.

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16 thoughts on “Cucina

    • In un certo senso ci sta. Qui si parla in qualche modo di “centro”, identificandovi quel “non luogo”, abituale, familiare, in cui un individuo può sentirsi a casa, cioè “referenziato”, sereno, protetto. La vita di relazione (in questo caso, è implicito, di coppia) chiede di trasferirsi in un “altrove” che può anche sostituirsi integralmente al primo, portandolo in secondo piano, sul piano del prima di un’epoca superata, sul piano del ricordo, di un’era e un essere diversi. E’ sempre così, se ci si mette in gioco. E ne vale la pena, sempre, di mettersi in gioco. Di traslocare. Di farlo veramente. Ci sono momenti però, definiamoli banalmente “di crisi”, in cui il pavimento viene a mancare sotto i piedi, stanze, ritmi, abitudini, tutto torna improvvisamente alieno. E’ allora che si può provare nostalgia di una “tana”, di un guscio, dell’intimo rifugio di un baricentro che è solo tuo e che in qualche modo non deve mai cessare di esistere. E non bisogna necessariamente tornare indietro per ritrovarlo. Né abbandonare il viaggio intrapreso per capire di cosa si ha realmente bisogno o cosa si è effettivamente in grado di offrire.

      • Avercela, allora, una “tana”: in tutti i sensi, e in grado di resistere e non farsi abbattere dalle folate dei “momenti di crisi” di cui parli. Li conosco: solo che per me è più difficile, perché per me l’ “altrove” (una volta) e la “tana” (adesso) coincidono. Sono rimasti “i miei luoghi oscuri”, tanto per citare James Ellroy.

      • Credo di aver inteso ciò che dici. Sì. Non so cosa significhi, non l’ho mai provato, ma credo di capire cosa mi stai dicendo. La sofferenza che vi è sottesa. Una tana, un rifugio ormai mutilati, orfani… La prospettiva è drammaticamente ribaltata. E – mi viene da dire, pur correndo il rischio di risultare irrispettoso, forse blasfemo – si corre forse il rischio di restare intrappolati in “quei luoghi oscuri”.

  1. Un’immagine che è uno spaccato di vita .una fine ed un unizio.
    Una ricreare un focolare con un .io che cambia.

    Grazie Paolo per questa condivisione. Ora seguo il blog: mi piace assai

    buona giornata

    • Grazie a te Marta.
      Condivido le tue parole e il piacere della scoperta.
      Devo dire che le fotografie di Claudio sanno essere per me (e non solo) una ricchissima fonte di ispirazione. Chiamala comune lunghezza d’onda, empatia, bravura (e diciamolo!), peraltro condivise. Fa piacere ritrovarsi in un comune, simile sentire, per trarne ancora spunto e ispirazione per un nuovo gioco di specchi fatto di visioni e rilanci.

      • Sì! (una buona ragione per ringraziare chi ha inventato il web!)
        La bellezza, per me, si incontra proprio con gli occhi e i sensi eccitati, curiosi, meravigliati e entusiasti di un bambino ai primi giorni di scuola…

      • Si, così
        Il web se usato bene è una meraviglia continua. Chi mai si sarebbe sognato di “incontrare” persone con tante passioni, idee, iniziative: persone che abitano a tale distanza dalla nostra quotidianità?
        … mah…e lo scambiare il sapere, esperienze è sicuramente una fonte importante da seguire e conservare.

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