La sedia (6. bludinotte)

Quattrogambe lei, nell’angolo cieco della cucina, a far da guardia ad un tempo che non è più eguale a prima. Quando era giovane di linfa… sorella di più sfortunate quattrogambe. Lei, unica sopravvissuta, alle turbolenze delle famiglie che implodono e poi si sparigliano portando qua e là pezzi di storia comune a fare da strapiombo al tempo. Non più un inutile oggetto, non è un mobile, soprammobile, o masserizia. E’ un’icona sensibile del mio nostalgico ricordo di quando la famiglia, la domenica, si ritrovava tutta unita intorno al grande tavolo e ci vedeva raccontare ai nonni della scuola, degli sport, delle inclinazioni e predisposizioni che cambiavano col crescere di noi ultimi arrivati. La giornata finiva con una fetta di ciambellone della nonna e una moneta “grande” del nonno, per le figurine. Quattrogambe è un luogo caro per me, un rifugio accogliente dove sentirmi ancora a casa come una volta, od una volta ancora… uno schienale sicuro alla mia voglia d’abbandono quando tutto non fa che girarmi attorno come vorticosa giostra dalla quale non vedi l’ora di scendere. In quell’istante, con la testa reclinata all’indietro, il respiro si fa lungo e sembra viaggiarti dentro con la forza di un vento benevolo che ha il dono di ripulirti fino in fondo e sgonfiare il cuore dalle pesantezze. Riacquisti poi la posizione eretta, che ti è dovuta, con gli occhi lucidi e la giusta contezza dell’essere adulto. Quattrogambe lei, io la metà. Per lei il tempo non è trascorso ancora tutto. Non ha il fiato grosso delle mie parole… non ha le vertigini dei miei pensieri… non tentenna quanto me quando provo ad alzami all’improvviso e sento le cose dentro cercare di riprender posto a fatica. Ma gli anni sono un dono ed alla sera non le faccio mai mancare l’ultimo riguardo di un sorriso grato con lo sguardo. Quattrogambe sarà, fino alla mia fine, la famiglia che son stato, quella che mi sono costruito, quella che avrei voluto e magari non vi son riuscito!

[Paolo, bludinotte, 17/10/2017]

[Non conoscevo Paolo prima di oggi. Mi perdevo qualcosa, come si suol dire semplicisticamente, sminuendo. E ancora lo devo conoscere. Ma questa è l’opportunità che questo bel gioco-esperimento-iniziativa spontanea… offre, della quale devo ringraziare lapoetessarossa: fare nuovi incontri. Incontrare e condividere pensieri, visioni. Parteciparli. Conoscere talenti in grado di toccare e mostrare qualcosa di veramente bello.
Mi sento di dire che quella di Paolo è una prosa animata da una forte, netta tensione lirica. Il suo brano è un susseguirsi di pensieri malinconici e profondi, e di espressioni particolarmente felici nel renderne il peso, la (ambi)valenza, l’affanno. Il suo è uno sguardo retrospettivo, ma soprattutto intimo, interiore. Non si narra di una coppia, ma ogni riferimento, ogni allusione è invece rivolto a una “famiglia”, di cui la sedia diviene l’icona, il vessillo, il testimone superstite, concreto, materico, nella diaspora del tempo, della vita. Una famiglia vissuta o soltanto desiderata, sognata, una famiglia “costruita”.
Grazie Paolo. Un brano triste, malinconico, coinvolgente. Un brano che si legge da dentro, a occhi chiusi.

La sedia è occasione, incontro.
Le altre sedie che ho la fortuna di aver incontrato:
La sedia (5)
La sedia (4)
La sedia (3)
La sedia (2)
La sedia (1)

Se qualcun altro volesse rendere ancor più interessante e confortevole il mio soggiorno…: paolo.beretta.email@gmail.com]

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12 thoughts on “La sedia (6. bludinotte)

  1. La Sedute della Sedia | Tramedipensieri

  2. Quattrogambe | Bludinotte

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