Capo Bianco

Acqua fragile, leggera
una risata sovrasta la risacca.
Eco gioiosa dell’infanzia
giocata, scagliata a ciottoli bianchi.
E’ aperto il libro svogliato
e vana freme la pagina
mentre rivedo e rincorro
quel flutto salato.
Fastidiosi granelli, abbarbicati alle braccia
fanno disegno: un contorno.
Dal cielo, l’accento di un’ombra
cade sulla riva.
Il tramonto scolora e lascia
sulla sua corsa, una perla
in tutto simile alla mia nostalgia.

[I.P., 9/9/2017]

 

 

ivanna a Capo Bianco

(I.P., le onde fragili e i sassolini bianchi)

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4 thoughts on “Capo Bianco

    • Specchi i nostri ricordi.
      Emergono talvolta in piccoli frammenti.
      Altre con la forza di un’onda.
      Una risata, un suono; il colore, la forma, la ruvidezza di un sasso…
      Un dettaglio dà accesso al nostro passato. A una vita sommersa, stratificata. Che si fa tangibile e reale, sorprendentemente. Spiazzandoci. Togliendoci il fiato.
      E noi lì, sospesi, in balia della risacca che ci racconta. Racconta noi. I nostri sguardi, i nostri sorrisi. La nostra innocenza. Quello che siamo stati e più non saremo.
      Ombre chiare al tramonto. Riflessi sul mare madreperla, quasi argento.
      No fa freddo. Ma un’ombra e una stretta di nostalgia, come il volo, la virgola di un gabbiano in cielo, ci ricordano la distanza.

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