Alla tua presenza

Alla tua presenza

(Con casquè)

E sia.
Un passo di danza in più,
una giravolta
o un casquè.
Un balzo,
un saltello
o un inchino.
Che ci rispetti,
che ci rispecchi.
Per quelli che siamo.
Una parola,
due,
o forse TI AMO.

[I.P., 17/7/2017]

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18 thoughts on “Alla tua presenza

  1. Un casquè che…
    “Che ci rispetti,
    che ci rispecchi.
    Per quelli che siamo.”
    Sì sì.

    Versi deliziosamente e intensamente femminili. ❤
    Mi inchino alla poetessa.
    gb

      • Grande consapevolezza e presenza nella leggerezza danzante (di una donna-poeta!).
        Ricambio il tuo abbraccio, Paolo.
        A.

      • Mi mancano le tue parole, Paolo.
        Accolgo i tuoi silenzi che… spezzi con il risuonare di questa bella calda vivace leggera profonda voce femminile.

        A.

    • Sì. Hai presente quelle prove di fiducia, tipo lasciarsi cadere a occhi chiusi, confidando nelle braccia dell’altro? Quel genere di casquè. Che poi nella danza diventa approfondita conoscenza, affiatamento, complicità, affidamento… Ci si specchia e ci si affida. Reciprocamente.

  2. OnPaoloBbello! Che piacere leggerti. Mancavi da un po’…e non mi sono ancora abituato alla mancanza dei nostri scambi di commenti e molto altro. Belli i versi, ma bello poterti rileggere e “sapere” che ci-sei. Un ritorno con il casquè!
    Statt’bbuono

    • Mio caro amico.
      Manchi, manca, mancano anche a me.
      Sono in apnea.
      Per non parlare del mio essere qui (bloggamente parlando); in terapia intensiva (metaforicamente e letterariamente parlando), in coma farmaceutico indotto, in attesa di risvegliarmi e rifiorire. Attaccato a una cannuccia e coccolato (ogni tanto) da una gentile e sensibile infermiera (dentro e fuori di metafora), che mi dona i suoi versi, che io –
      incosciente, ma vivo, comunque desto –
      ascolto, ricevo, accolgo, sempre con molta gioia. E condivido con voi.
      17/5 –> 17/7: un post ogni due mesi, questo al momento il ritmo bradicardico del mio respiro nel web… Poco diverso il mio sentirmi al mondo, rapito, fagocitato dal lavoro.
      Tornerò a leggerti e condividere con te. Questo è certo.
      Quando finalmente l’iniezione di ferie mi farà rinvenire, ecco, verrò a bussare alla porta della tua “webbettola” e, a qualsiasi ora del giorno, ti romperò le scatole (proprio quando magari vorresti essere lasciato in pace). Questo farò, perché in realtà sono certo che la porta, il canale, il flusso verrà riaperto e ripristinato. Proprio come prima, là dove era stato lasciato e interrotto.
      Un abbraccio, carissimo Red.
      Paolo

      • E lo vedi? Quale cannuccia! E’ bastato poco per risvegliare il podista della tastiera e il cesellatore della parola quale sei tu. Sta certo di una cosa: miKasa è il tuo pallone, ma mi casa es siempre tu casa.
        PS: il fatto che in questo scambio mi sia sentito la tua Musa ispiratrice mi suggerisce che devo anche io riposarmi visto che a me piaccione le more con gli occhi da cerbiatto e tu non ti avvicini nemmeno a volerlo guardare con il cannocchiale! 😉

  3. Ci hai mai fatto caso che in italiano “amo” significa anche l’oggetto che usiamo per pescare i pesci? In spagnolo invece “amo” vuol dire anche “padrone”. Gli sloveni invece dicono “kavelj” che non vuol dire nient’altro che “kavelj”. Gente pratica quelli dell’est.

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