A te

A te

Nasco oggi sotto il castagno,
riccio da aprire.
Appena un punto più su,
sopra il tuo pollice,
una goccia.

Ti avevo avvisato.
Una ferita è una ferita.
Niente.
Sei sordo.
Infili il polpastrello
dentro la buccia vellutata tra
i frutti carnosi.
Ancora a scovare la mia felicità.
Niente.
Sei cieco.
Ti avevo scongiurato.
Addenti la polpa
amarognola,
leguminosa.
Quasi ti ci strozzi.
Non ti persuadi,
non ti arrendi,
questo può far di me
un cattivo raccolto.
Niente.
Sei silenzioso.
Sai.
Ci credi.
E’ dalla tua questa ostinazione.

Così, senza pudore né preavviso, mi salvi.

[I.P., 17/5/2017]

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10 thoughts on “A te

    • Grazie!
      Ma non è opera mia; brava Ivanna, l’autrice.
      Un caro saluto a te,
      Paolo

      PS. Leggo sempre con enorme piacere i tuoi brani, ma non mi è più riuscito di commentarli. Prova a controllare che WP non mi abbia messo in “quarantena”.

  1. E sempre brava questa poetessa. Brava davvero.
    E sempre emozione in questa poesia che solo una donna può scrivere.
    I miei complimenti veri all’autrice.
    E grazie a te, Paolo.
    Io manco dai blog da un po’ di tempo.
    Appena riuscirò leggerò i tuoi scritti che non voglio perdere.
    Spero a presto.
    Un sorriso
    A.

    • Grazie Anna.
      Anch’io trovo questa poesia, come le altre di Ivanna, squisitamente femminile. Quel tocco, quella visione, quel contatto con la realtà che in un uomo (se c’è) assume tratto così differente…
      Anch’io sono un po’ quiescente in questo periodo e spero di tornare presto con nuove proposte.
      Un abbraccio e un sorriso a te.
      Paolo

      • Sì, un contato con la realtà che solo una donna può sentire e manifestare in questo modo, un rivolgersi a un uomo con voce femminilissima.
        Io sono in un momento non proprio felice per la mia salute. Passerà prima o poi…
        Torna, Paolo, a farci leggere qualcosa di tuo.
        Un abbraccio e un sorriso
        A.
        Grazie sempre.

    • Ooooohhh!!!… Che senso di liberazione! Grazie. Avevo la sensazione di essere stato rinchiuso in una stanza insonorizzata…
      Dopo faccio un test.
      Un abbraccio,
      P.

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