Germinazioni

A briciole,
a piccoli sprazzi,
a gocce,
a coriandoli sparsi,
mi incontro
in questo pomeriggio di attesa.
Mi ascolto.
Un amore che deve venire,
forse,
un intero da costruire.
Ma di piccoli difetti è fatto
il mio cuore impaziente.
E luce che filtra nei suoi atri.
E io non so ancora se tu hai imparato i suoi flutti.

E tu che piano, tra paura e desiderio,
mi fai sentire la solitudine
e mi obblighi a spuntare.

[I.P., 1/5/2017]

WP_20170501_001 - Copia

Advertisements

14 thoughts on “Germinazioni

  1. Belli belli questi versi!
    Quanto mi giunge…
    Giusta anche la fotografia.
    Io non sto ancora bene, Paolo, e non riesco a leggere i tuoi scritti molto interessanti come desidero io farlo.
    Una poesia però è come una musica.
    La si legge, la si dice, la si ascolta e… si prova piacere come in questo caso.
    A presto!
    Un abbraccio
    A.

    • …e scusa il mio brutto scrivere con “come” che si ripete troppe volte.
      Starò meglio.
      🙂
      A.

    • Hai ragione. Penso che Ivanna abbia un vero talento dalla sua nell’immortalare stati d’animo in nitide immagini di parole. Una sensibilità e una proprietà del linguaggio poetico, tutta femminili. Radicate nell’intimo e profondo.
      Grazie del passaggio, Anna.
      A presto, riguardati.
      P.

      • Una sensibilità tutta femminile, sì, che si può solo percepire come femminile.
        Una proprietà di linguaggio poetico tutta sua.
        Complimenti veri a Ivanna.

        Grazie a te, Paolo.
        Appena riesco torno a leggerti… nel modo che piace a me.
        Tu sai che cosa sia la lettura per me.
        Buone ore.
        Ti sorrido
        A.

        “E tu che piano, tra paura e desiderio,
        mi fai sentire la solitudine
        e mi obblighi a spuntare.” ❤

      • Sì. Quel verso è il mio preferito. Giunge per ultimo. (dopo una pausa che potrei rappresentare nel testo – vado!). Perché è così. La germinazione è un nuovo, potente, fresco “levare”. E’ un’alba.
        Grazie Anna!
        P.

    • Sì. Più passa il tempo, più le fessure e le incrinature dentro di noi si fanno sentire, divengono visibili. E’ il bello del passare dell’età. Conosciamo sempre più i nostri limiti, le nostre debolezze. Siamo consapevoli, ma non sempre ne traiamo forza. I dubbi, la paura di ferire ed essere feriti, ma prima ancora, penso, la vista delle parti che sono meno compatibili o adattabili per l’incontro con l’altro, ci scoraggiano in partenza, ci fanno paura. La felicità stessa ci fa paura. Sembra illusione. Pensiamo di non meritarcela, di non sapere alimentare e mantenere quel sentimento che ci fa alzare lo sguardo e sperare.

      • mi viene solo da zittire q quel che hai appena detto…
        quando ci si approccia a un amore così, con un’età diversa da quella dei ragazzi… con le consapevolezze e gli equilibri che si sono trovati… forse si… c’è piu paura… ma poi alla fine sti muri si abbattono… e magari è proprio da quelle incrinature che entra l’altro…
        eh… mo mi hai fatto romanticare1 non so se sia autobiografico, ma te lo auguro! certo che si deve sperare… e ci si emoziona… mica che con l’età non ci si emoziona piu… anzi, forse… forse…

      • L’amore adolescente e giovanile è un’altra cosa. E’ amore? E poi cos’è l’amore? Quell’irruenza nel gettarsi nelle braccia dell’idealizzazione e del desiderio. Quella bramosia così incline alla delusione imbronciata e disperata. Quella lieta ignoranza, quello spensierato, imberbe entusiasmo… L’amore in età adulta, l’amore reduce o maturo. Fatto di un fascio di cocci o di un tronco cresciuto e consolidato giorno per giorno; è un’altra cosa. E’ bellissimo. In tutta la sua consapevole incredulità, in tutta la sua paura. Si trema per la paura di essere felici che per la scoperta di nuove emozioni, di nuove dimensioni, di cosa significa “due”. Ma ci si riscopre anche nel poi, magari dopo un lungo inverno. E allora si è ancora più trascinati e coinvolti. Perché non c’è niente di più potente di una rinascita, di una nuova germinazione, di una nuova primavera.

      • e che ti devo dire… mi hai fatto pure emozionare, mo….
        sono due cose diverse… come tutto quel che passa nelle due epoche diverse della nostra vita…
        fatto è che le emozioni che arrivano ora vengono vissute con piu consapevolezza e qul pizzico di paura in piu, che forse dona anche un brivido in piu pero…
        bisogna concimare e innaffiare i nuovi bulbi…

  2. “Ma ci si riscopre anche nel poi, magari dopo un lungo inverno. E allora si è ancora più trascinati e coinvolti. Perché non c’è niente di più potente di una rinascita, di una nuova germinazione, di una nuova primavera.”
    Nulla è così potente come una nuova “nascita”.
    Hai scritto parole bellissime e vere, Paolo, sull’amore nella replica al commento di Alessialia.
    Ecco. Io le ho lette e una emozione viva è scaturita dal mio profondo.
    Grazie.
    A.

  3. ….bellissima poesia e pensieri per unacl che sta con i piedi nella pece neppure l ‘ anelito del sogno. ma suona come una melodia così dolce che scalda anche me.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s