Anatomia dell’amore I – Mani

 

Ratto di Proserpina - Bernini - Mani

[“Il ratto di Proserpina”, Bernini – Fonte: web]

Quella cosa delle mani. Mi viene in mente dopo, quando tutto è finito. Son cose che vengono fuori nel poi. In realtà tornano, salgono in superficie. Perché son sempre state lì, dall’inizio. Dal primo giorno, la prima volta. La prima volta che l’hai sfiorata, che l’hai toccata. Lei che apre gli occhi e sussurra una frase, una domanda. “Che mani hai?” Tu che ti fermi e la guardi stupito. Rimani così per un momento, interdetto, cercando qualcosa da dire. La battuta pronta non ce l’hai, così t’interroghi sul senso. Che mani hai? Che razza di domanda è? Fai a tempo a pensare che le tue mani, le tue dita affusolate non hanno proprio niente che non va. Qualcuno le ha pure ammirate, te le ha invidiate. Vorresti alzarne una e contemplarla insieme a lei, adesso. Ecco, adesso la sfili dalle sue mutandine, aspetti che apra gli occhi e gliela fai vedere, le dita divaricate, mentre la giri: prima il palmo, poi il dorso. Le mie mani? Cos’hanno che non va le mie mani? Le chiedi. Che difetto ci trovi?… Ma non lo fai, non è così che va. Il richiamo della sua pelle, sempre più attraente, del suo respiro, sempre più esigente. Così metti via il pensiero e ti immergi di nuovo anche tu. Anche se in un angolo, in alto a destra, nella tua scatola cranica s’annida una piccola bolla d’aria. Lei è lì con te, sta godendo, eppure in quello stesso momento ti sta misurando, ti sta confrontando. Con chi? Ricacci il pensiero e prosegui. Non è un problema, non è successo nulla. Più vai avanti e più non senti niente. Una bolla molto più grande, umida e calda, in grado di contenere il tuo corpo e quello di lei insieme, un’aura avvolgente, assordante, ti isola, ti solleva, ti permea del fruscio della sua bambagia. Sei solo battito e respiro ora. E lei con te. “Non sono mani da uomo.” Di nuovo la sua voce, in un mugolio. Poi ancora, appena più salda: “Non hai nemmeno un callo. Non sono ruvide.” La fissi. Lei schiude appena le palpebre e le serra subito dopo, come per non vederti. Tu le accarezzi le natiche accennando un timido buffetto, le serri un seno senza convinzione, con l’altra mano lasci andare i capelli e la stringi appena sotto la nuca. Infine ti fermi, indeciso sul da farsi. Un timore reverenziale ti impedisce di posare di nuovo le dita sul suo sesso. La sua di mano, però, non si ferma. Anzi, prende a muovere con più forza. Ti chiama. Allora ti insinui di nuovo nel suo umore, aumentato, espanso, che accogli e lasci dilagare dentro te. La baci di gioia, le mordi le labbra, il collo. Lei geme per la paura di non riuscire a trattenersi, di non trattenere il piacere che le dà essere amata da un uomo e una donna simultaneamente. Infine ti ferma, si ferma, respira, e ti chiede: “Che cosa vuoi fare?”

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21 thoughts on “Anatomia dell’amore I – Mani

  1. Bella storia. Trasuda sensualità da tutte le righe e gli spazi in mezzo. La mia lettura è scivolata sul testo con il fruscio leggero di una sottoveste di seta lasciata cadere, rivelando le forme della mia Lei. Sei il Pinturicchio della sensualità!
    Però…c’è un “però”.
    Quella domanda “Che mani hai?” Mi si è piantata in testa e ha iniziato a scavare silenziosamente come il classico tarlo che dai e dai, con calma, ti buca anche il legno massiccio. È la conclusione cui sono arrivato non è proprio ortodossa, forse inopportuna. Mi conosci per cui sai che ho la cellula-pazza che vaga e si manifesta quando le aggrada, senza che io mi sogni di opporle resistenza. Quindi, se credi, cassa pure questa seconda parte di commento.
    Dunque…
    La domanda indisponente “Che mani hai?” mi fa risalire la favola di Cappuccetto Rosso e quindi alla domanda “Che mani hai?” mi viene da rispondere “È per picchiarti meglio, amore mio!”.
    Scusa la deriva sadomaso 😉

    • Ah-ah-ah!! Cavolo, Red, non c’avevo pensato! “Ma che mani grandi che hai?!?…” e via di perversione mannara… Che poi queste favole ne contengono e ne sottendono di umane pulsioni e devianze, più o meno represse e reprimende, più o meno sensuali e libidinose… E pure sadomaso, via.
      Al di là degli scherzi, in effetti, anche il mio alter-ego protagonista a un certo punto è tentato di usare “le maniere forti”, per così dire, al fine di riappropriarsi del proprio ruolo di maschio. Un accesso di virilità e machismo lo sferza appena e le sue mani per un attimo provano a darvi seguito. Ma in fondo non vi si riconosce. Forse non si lascia andare, o forse non è abbastanza convinto. Ne nasce una domanda sulla sua stessa sessualità?
      In davvero poche righe si possono insinuare alcune importanti domande, in effetti. Non ultima quella della donna che sta amoreggiando con lui. A sua volta, anche lei pare rientrare – un po’ a fatica – nel proprio ruolo, quando appena prima era convinta di essere amata e sfiorata da mani così delicate o così poco maschie, come delicate o prive di sessualità possono sembrare quelle di un’altra donna o le proprie… Anzi, a quanto pare è la mano di lei a essere più volitiva, energica, rude… Un interessante (apparente) scambio di ruoli e di prospettive. Ascrivibile al genere che indaga quella sottile linea di demarcazione che separa sogni e fantasie (erotiche e non) dall’effettiva realtà delle cose; in stile “Doppio sogno”, per intenderci (perdona la poca la modestia). Ed è qualcosa che concede ben più di una risposta alla domanda finale…

      • Seh seeeeeeh “Doppio sogno”, Paolone mio, ma sì che ce l’ho letto quello scambio di ruoli, quel “pensiero stupendo”, quella “depravatti bravesca” allusione; dico e non dico, ma tu hai capito benissimo.
        E’ sottile e scritta divinamente (e perdona se assecondo la tua “poca modestia”). Davvero, rimane latente e quella mano che accenna al colpo e se ne ritrae…Alla fine, Lei doveva essere bellissima da mozzare il fiato, bisex e quel tantinello str…vabbè ci siamo capiti. Ripeto la sensualità di questo racconto s’insinua magistralmente tra le righe come le spire di quel serpente, simbolo della tentazione. Standing ovation.

      • Diamo a Cesare quel che è di Cesare. E non ti vado a sbagliare blog!
        Grazie a te Paolo che condividi queste meravigliose storie.

  2. nelle parole di lei non trovo uno sminuire la mascolinità del compagno, ma una meraviglia a trovare fusi nei suoi gesti un ardore maschile e una delicatezza femminile…”il piacere che le dà essere amata da un uomo e una donna contemporaneamente”
    Nella mia lettura trovo che hai svelato il segreto del perfetto amante 🙂
    ml

      • Lei scopre con meraviglia che in lui c’è il lato maschile ruvido, ma anche quello femminile morbido.
        Che volere di più dal proprio amante? 😉
        Più che grande è “il piacere che le dà essere amata da un uomo e una donna simultaneamente”.
        E lei ha trovato questo in lui, ha trovato un “tutto”.

        Ho risposto qui perché sono perfettamente d’accordo con il commento di ml.

        Grazie, Paolo.
        🙂
        gb
        Sempre bravo.

      • Come non essere d’accordo con le letture e i rilanci di Massimo. E’ come una grotta profonda e ricchissima dalla quale l’eco della tua voce ritorna sonante di melodie aggiunte, come una botte in cui un vino giace e riposa per prendere sapore.

  3. Caao Paolo, ripensando al tuo bel racconto e allo scambio di ieri sera, ho trovato la musica che mi fa vibrare come il tuo racconto, ci si insinua tra le righe…Ascoltandola ad libitum tutta la giornata, ne sono stato certo a questo suo verso “My love wears forbidden colours”
    Forbidden Colours di David Sylvian e Ryuichi Sakamoto.
    Tempo fa ne scrissi: https://redbavon.wordpress.com/2009/10/28/forbidden-colours/
    Di seguito la sublime interpretazione del Maestro Sakamoto

      • Io ne sono ossessionato. Ogni volta che la ascolto, ne desidero sempre di più. Come nel tuo racconto il desiderio e il cercarsi dei due amanti.
        E stanotte ho giocato con un paio di foto scattate nel lontano 2008 e una nuova versione pianoforte e chitarra, semplicemente divina. Appena pubblicato. Quindi ora sono io che ringrazio di nuovo te 😉

    • il tubo a U mi ha fatto scherzetto, ma per diversi minuti ho pensato di avere combinato un Grosso Guaio a Uncielovispodistelle-town 😉
      Cancella pure il superfluo e perdonami di avere creato un pò di confusione.

    • Bella, bella domanda.
      Meriterebbe le righe di un racconto.
      Chissà se sarò mai in grado di scriverlo?

      Grazie Cri.

      PS. Ricevuta email… Ti seguirò.
      PPS. Andrò anche ad Albino…

      Dolce notte.

  4. Io stimo molto ml e il suo modo di penetrare nel tutto e di scandagliare.
    Il mio commento è mio però, Paolo. Parlo di quanto affermo sopra.
    E’ esattamente quello che sento in me.
    Concordo con quanto scritto da ml.
    E trovo fantastico un uomo che abbia il coraggio di mostrare il suo lato femminile anche.
    Un amante perfetto, sì.
    Bravo Paolo!
    Buona serata
    🙂
    gb

    • Non dubito che ciò che hai scritto fosse il tuo sentire.
      E lo condivido appieno.
      Come condivido la tua stima per Massimo (uomo e scrittore).
      Mi fa piacere, però, che tu sia qui, con il tuo bagaglio, il tuo punto di vista, le tue letture, le tue visioni. Grazie

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