Quando silenzio, contemplazione e domanda diventano poesia

“Chi era dunque quell’io che si aggirava, guardando per la prima volta le cose che sono altrove, nascosto come un germoglio sotto la scorza dell’albero, tra quelle argille deserte, nella immobilità secolare del mondo contadino, sotto l’occhio fisso della capra?”

[C. Levi, da una lettera a G. Einaudi, 1963]

20151025_Matera - C. Levi

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2 thoughts on “Quando silenzio, contemplazione e domanda diventano poesia

    • Assolutamente.
      In ogni fase della nostra vita (e non metto durate alla base della definizione di “fase”) siamo di fronte a nuove e diverse manifestazioni e metamorfosi del nostro io. Oltre l’evoluzione naturale e anagrafica c’è la vita e i suoi moti, i suoi sconvolgimenti. I suoi episodi. Quanto basta a porci di fronte a quello specchio alla ricerca di risposte. E come dice Sacks, “l’io è un racconto continuamente riscritto”.

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