Incipit

Il tarlo è nato, credo, dentro uno stipo
che ho salvato da sgombri e inondazioni.
Il suo traforo è lentissimo, il microsuono non cessa.
Da mesi probabilmente si nutre del pulviscolo
frutto del suo lavoro. Si direbbe che ignori
la mia esistenza, io non la sua. Io stesso
sto trivellando a mia insaputa un ceppo
che non conosco e che qualcuno osserva
infastidito dal cri cri che n’esce,
un qualcuno che tarla inconsapevolmente
del suo tarlante e così via in un lungo
cannocchiale di pezzi uno nell’altro.

[“Retrocedendo”, E. Montale, da “Diario del ’71”]

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